PRECARI A 50 ANNI
Che cosa significa ritrovarsi intorno ai 50 anni senza lavoro e senza i requisiti per il pensionamento
martedì 13 marzo 2012
La situazione dei over 50 all'estero
Tratto dal sito: 50&più ( http://www.50epiu.it/)
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Il ministro del lavoro tedesco, Ursula von der Leyen, si è appellata alle aziende invitandole ad assumere gli over 50: sono flessibili, affidabili, hanno esperienza e relazioni.
In Germania l’Istituto di ricerca Zew ha rilevato che la produttività nelle aziende cresce del 2% quando c’è un buon equilibrio generazionale della forza lavoro: giovani, over 40 e over 50. Forte di questo dato, il ministro del Lavoro tedesco Ursula von der Leyen ha esortato le aziende ad assumere lavoratori maturi e di non prepensionarli: aumentano la produttività, sono affidabili, hanno esperienza e relazioni, sono flessibili, le loro capacità non vanno messe da parte, senza contare che con il prolungamento dell’età pensionabile possono essere ancora strategici. L’appello arriva da una Nazione che vanta tra i più alti tassi di occupazione degli over 50 in Europa. Secondo dati Eurostat, il 71,5% delle persone di età compresa tra i 55 e i 59 anni ha un lavoro, la quota scende al 41.1% per la fascia di età 60-64 anni. Discorso diverso per l’Italia che è agli ultimi posti: la quota degli occupati è del 52.7% fra i 55-59 anni e del 20.5% fra i 60-64anni.
Una forza da valorizzare
“I cinquantenni hanno grandi competenze, conoscenze e relazioni, nessuno lo nega, il problema, è che costano, per questo le aziende cercano appena possono di allontanarli”, ha spiegato Paolo Citterio, presidente dell’Associazione dei direttori risorse umane , al quotidiano la Repubblica. “I cinquantenni – ha aggiunto – sono riluttanti a lasciare il posto di lavoro, anche quando hanno la garanzia di prepensionamenti, perché hanno paura di perdere il loro ruolo sociale, ma è anche vero che possono essere stanchi, quindi un impiego part- time potrebbe essere la soluzione”. Una possibilità che è all’esame dell’attuale riforma del lavoro, nei vari incontri tra il Ministro del Lavoro Elsa Fornero e le Parti sociali si è discusso di una gradualità “in uscita”, favorendo il “part-time” o una formula mista part-time e pensione, una soluzione già adottata in altri paesi europei, ma in Italia è ancora tutta da scrivere.
Dalla Germania alla Svizzera
L’appello ad assumere over 50 non arriva solo dalla Germania, ma anche dalla Svizzera. La Caritas elvetica denuncia lo stato di impoverimento delle persone con più 50 anni di età, che sempre più spesso devono ricorrere agli aiuti sociali.
Secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica, la quota di cinquantenni e sessantenni che usufruiscono di aiuti sociali in Svizzera è aumentata di quasi il 20% fra il 2005 e il 2010; mentre nelle altre fasce di età la proporzione è rimasta più o meno stabile, osserva la Caritas in una nota.
Spesso si tratta di uomini divorziati che vivono soli e che sono afflitti da problemi di salute di lunga durata e dall'isolamento sociale. Data la loro situazione – sottolinea Caritas - le persone di questa fascia di età hanno poche opportunità di fare rapidamente a meno degli aiuti sociali. Questi, concepiti come supporto temporaneo per una situazione di difficoltà, diventano quindi una pensione sociale. In molti casi gli interessati rimangono legati a questo sostegno fino al raggiungimento dell'età di pensionamento.
giovedì 8 marzo 2012
Quando il dramma raddoppia
giovedì 16 febbraio 2012
Storia di Leo
Storia di Leonardo, dipendente della Lares di Paderno Dugnano, fallita qualche anno fa.
lunedì 13 febbraio 2012
Ritrovarsi senza lavoro intorno ai cinquant'anni
Si continua a parlare (doverosamente) della disoccupazione giovanile ma si ha l'impressione che dei disoccupati in più tarda età non se ne parli abbastanza o non se ne parli affatto. Si vuole combattere il precariato giovanile ma presto, (succede già) i giovani si ritroveranno in concorrenza con precari più attempati. Non sappiamo se le misure che presto il governo varerà sulla questione lavoro si riveleranno efficaci o meno, ma quasi sicuramente saranno indirizzate ad incrementare l'occupazione giovanile. Poco o nulla si farà per tentare di reimpiegare chi pur possedendo buone competenze ed esperienza è rimasto disoccupato intorno alla mezza età. Utilizziamo allora lo spazio del blog per raccontare e denunciare la nostra condizione, di tutte le fasi che abbiamo vissuto: il licenziamento, il nostro rapporto con gli enti deputati alla ricollocazione al lavoro, con le forze sociali, la famiglia, le esperienze di lavoro postume e tutto quello che ci sembra importante da raccontare riguardo alla nostra condizione. Non limitiamoci a mugugnare davanti alla tv, ma parliamo e condividiamo le esperienze e vediamo poi che succede....
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